Sicilia: “fermate quelle assunzioni clientelari all’IAS”
“All’IAS sarebbe in programma l’assunzione pilotata di sei persone i cui nomi – stando alle notizie di stampa - sarebbero già noti e scelti fra parenti ed amici di politici: chiedo che si faccia chiarezza e si fermi tutto perché una cosa del genere sarebbe una vergogna, a fronte di tanti licenziati e disoccupati nel nostro territorio che hanno la sola colpa di non essere raccomandati.”. Lo dice Roberto De Benedictis, vicepresidente del gruppo PD all’Ars.“Così – aggiunge - si mortificano i meriti e si calpestano i diritti, senza dire che sarebbe una procedura di dubbia legittimità dal momento che dell’IAS fanno parte anche enti pubblici le cui scelte devono per legge essere improntate a criteri di efficienza, trasparenza ed imparzialità, certamente non garantite da eventuali assunzioni di amici e parenti. Quanto alle aziende private – conclude De Benedictis - sono sicuro che il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, che quotidianamente e giustamente rimprovera alla politica pratiche clientelari ed assistenziali, saprà fare altrettanto nei confronti delle imprese facenti parte dell’IAS”.
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“L’incidente avvenuto nella rada Augusta provoca sgomento e costernazione. Chiedo che si faccia presto chiarezza sulle cause e le responsabilità di questo episodio che aggiunge dolore al già lungo elenco di vittime del lavoro”. “Esprimo profondo cordoglio alla famiglia dell'operatore deceduto, e sono vicino alla persona rimasta ferita”. Commenti (0) Studio del siciliano nelle scuole, testo di legge troppo vago. “Non ho condiviso né ho votato la legge che prevede lo studio del siciliano nelle scuole. Troppo vago il testo e troppo grande il rischio che prevalga l'intento di chiusura identitaria piuttosto che quello di cui la Sicilia ha disperatamente bisogno e cioè aprirsi al mondo, anche a partire dalla propria identità”. “Studiare le proprie radici è giusto e scontato – continua il parlamentare regionale - ma farne una bandiera può essere provinciale e persino limitativo. Chi e come eviterà che questo accada? E quali spazi d'insegnamento verranno sacrificati – conclude - per far posto al siciliano nelle scuole, che già faticano a dare ai nostri studenti le conoscenze necessarie per inserirsi in una realtà sempre più complessa e globale?” Commenti (0) Credito d’imposta, imprenditori penalizzati da braccio di ferro tra Governo nazionale e regionale “Sul credito d'imposta gli imprenditori siciliani vengono penalizzati da una morsa in cui da una parte sta il governo nazionale e dall'altro quello regionale”. Lo dice Roberto de Benedictis, vice presidente del gruppo parlamentare Pd all’Ars. “Il governo nazionale – spiega de Benedictis - cinico e spregiudicato, come chi ancora lo sostiene, al punto da continuare a negare i fondi FAS usando deliberatamente le difficoltà economiche dei siciliani come arma di lotta politica contro la Regione. E quest'ultima davvero sprovveduta, con una gestione del caso a dir poco superficiale, quando sarebbe stato necessario informare per tempo gli imprenditori e gli operatori interessati – conclude - per evitar loro anche la beffa di non poter concorrere ad altri bandi, nel frattempo scaduti”.
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“Potranno essere presentate a partire dal prossimo 3 giugno le domande per i mutui a tasso zero che la Regione finanzierà per il recupero di immobili nei centri storici dell’isola.” Lo comunica l’onorevole Roberto De Benedictis, vicepresidente del gruppo del Partito Democratico all’ARS, precisando come “i mutui con interessi a totale carico della Regione potranno avere importo fino 300 mila euro per ogni unità abitativa e fino a 2.000 euro per metro quadro.”“I mutui – aggiunge il deputato regionale – potranno coprire l’intero costo degli interventi di manutenzione o ristrutturazione ma anche di adeguamento antisismico dell’immobile. Naturalmente tali interventi devono essere autorizzati dal comune ma per il finanziamento l’unica condizione è che gli immobili ricadano in centro storico, cioè in aree classificate “A” dal piano regolatore della città.”“Si tratta – conclude De Benedictis – di uno strumento semplice e concreto per contrastare il degrado dei centri storici ma anche quello delle periferie, che più crescono e più sono abbandonate a se stesse, mentre proprio i centri storici si svuotano.”
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Incidente lavoro Augusta: 